Richiedere il passaporto
Pubblicato in Informazioni · Mercoledì 09 Ago 2023 · 7 minuti
Tags: Richiedere, passaporto, fare, cane, guida, completa
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Viaggiare all'estero con il proprio cane è un'esperienza che sempre più persone scelgono di vivere. La crescente diffusione di strutture ricettive pet-friendly, mezzi di trasporto sempre più attrezzati e una maggiore attenzione verso gli animali da compagnia hanno reso molto più semplice organizzare una vacanza senza doversi separare dal proprio amico a quattro zampe. Tuttavia, prima di programmare la partenza è fondamentale verificare che tutta la documentazione sanitaria e amministrativa sia perfettamente in regola. A differenza di quanto accade per gli spostamenti all'interno del territorio nazionale, l'ingresso in un altro Paese è disciplinato da norme precise che hanno l'obiettivo di tutelare la salute animale e quella pubblica, prevenendo la diffusione di malattie infettive come la rabbia. Il documento più importante per chi viaggia con il proprio cane all'interno dell'Unione Europea è il Passaporto Europeo per Animali da Compagnia, comunemente chiamato semplicemente "passaporto europeo".
Contrariamente a quanto molti pensano, il passaporto non è un semplice documento identificativo né una formalità burocratica priva di reale utilità. Si tratta di un documento sanitario ufficiale, riconosciuto in tutti gli Stati membri dell'Unione Europea, che certifica l'identità del cane e attesta il rispetto dei requisiti sanitari previsti dalla normativa comunitaria. Al suo interno vengono riportati i dati identificativi dell'animale, quelli del proprietario, il numero del microchip, le vaccinazioni effettuate e gli eventuali trattamenti sanitari richiesti per l'ingresso in determinati Paesi. Il passaporto accompagna il cane durante tutti gli spostamenti internazionali e rappresenta uno strumento fondamentale sia per i controlli alle frontiere sia per garantire la tracciabilità dell'animale in caso di necessità.
Il primo requisito indispensabile per ottenere il passaporto è l'identificazione mediante microchip. Tutti i cani che viaggiano all'estero devono essere identificati con un microchip conforme agli standard internazionali ISO, inserito da un medico veterinario e regolarmente registrato nell'Anagrafe Canina. Il microchip rappresenta il collegamento univoco tra il cane e il suo passaporto: senza un'identificazione corretta non è possibile rilasciare il documento. È importante ricordare che il microchip deve essere applicato prima della vaccinazione antirabbica che si intende utilizzare ai fini dell'espatrio, poiché la validità della vaccinazione è strettamente collegata all'identificazione dell'animale.
Dopo l'identificazione, il requisito sanitario più importante è rappresentato dalla vaccinazione contro la rabbia. Questa malattia virale, pur essendo stata eliminata da molti Paesi europei grazie a programmi di controllo molto efficaci, continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni sanitarie a livello internazionale. Per questo motivo la vaccinazione antirabbica è obbligatoria per gli spostamenti tra gli Stati membri dell'Unione Europea e verso numerosi altri Paesi. La vaccinazione deve essere effettuata da un medico veterinario dopo l'applicazione del microchip e diventa valida per l'espatrio solo trascorso il periodo previsto dalla normativa, generalmente ventuno giorni dopo la prima somministrazione. Le vaccinazioni successive, se effettuate entro la scadenza prevista, mantengono invece la continuità della copertura senza richiedere un nuovo periodo di attesa. È quindi fondamentale controllare attentamente la data di validità riportata sul passaporto prima di organizzare qualsiasi viaggio.
Per alcune destinazioni, soprattutto al di fuori dell'Unione Europea oppure in Paesi che applicano particolari misure di prevenzione sanitaria, la sola vaccinazione antirabbica potrebbe non essere sufficiente. Alcuni Stati richiedono infatti un test sierologico per la titolazione degli anticorpi antirabbici, esame che verifica l'efficacia della vaccinazione e dimostra che l'animale ha sviluppato una risposta immunitaria adeguata. Questo esame deve essere eseguito presso laboratori autorizzati e, in alcuni casi, deve essere effettuato con molti mesi di anticipo rispetto alla partenza. Esistono inoltre Paesi che prevedono autorizzazioni preventive all'importazione, certificati veterinari aggiuntivi o periodi di quarantena. Per questo motivo è sempre indispensabile informarsi sulle disposizioni specifiche della destinazione scelta molto prima della data prevista per il viaggio.
Il Passaporto Europeo per Animali da Compagnia viene rilasciato dal Servizio Veterinario dell'Azienda Sanitaria Locale territorialmente competente, dopo aver verificato che tutti i requisiti previsti siano soddisfatti. Durante il rilascio il veterinario ufficiale controlla l'identità dell'animale attraverso la lettura del microchip, verifica la documentazione sanitaria e compila il passaporto riportando tutte le informazioni previste dalla normativa. Il documento viene rilasciato una sola volta e accompagna il cane per tutta la vita, purché continui a essere mantenuto regolarmente aggiornato. In caso di smarrimento o deterioramento è comunque possibile richiederne un duplicato seguendo le procedure previste dall'autorità competente.
Prima di rivolgersi al Servizio Veterinario è consigliabile effettuare una visita presso il proprio medico veterinario di fiducia. Oltre a verificare che il microchip sia correttamente leggibile e registrato, il veterinario può controllare lo stato delle vaccinazioni, pianificare eventuali richiami necessari e valutare le condizioni generali di salute del cane. Un viaggio, soprattutto se lungo o impegnativo, rappresenta infatti un cambiamento importante nella routine dell'animale. Assicurarsi che sia in buone condizioni fisiche e che eventuali terapie croniche siano organizzate per tutta la durata della permanenza all'estero contribuisce a rendere il soggiorno più sereno.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i trattamenti antiparassitari richiesti da alcuni Paesi. Ad esempio, alcune destinazioni prevedono l'obbligo di un trattamento contro Echinococcus multilocularis, un parassita intestinale potenzialmente trasmissibile anche all'uomo. In questi casi il trattamento deve essere effettuato da un medico veterinario entro un intervallo di tempo ben definito prima dell'ingresso nel Paese e deve essere registrato ufficialmente sul passaporto. La mancata esecuzione del trattamento, oppure una registrazione incompleta, può comportare il rifiuto dell'ingresso dell'animale. Anche altri requisiti sanitari possono variare nel tempo, motivo per cui è sempre opportuno consultare le informazioni ufficiali più aggiornate prima della partenza.
Il rilascio del passaporto comporta generalmente il pagamento di un diritto amministrativo, il cui importo può variare in base alla regione o all'Azienda Sanitaria competente. Le modalità di prenotazione dell'appuntamento, la documentazione richiesta e i sistemi di pagamento possono differire tra le diverse realtà territoriali. Organizzarsi con largo anticipo permette di evitare ritardi, soprattutto nei periodi di maggiore richiesta come l'inizio dell'estate o le festività. Attendere gli ultimi giorni prima della partenza può infatti rendere difficile completare tutte le procedure nei tempi necessari.
Una volta ottenuto, il passaporto non deve essere considerato un documento "definitivo". Ogni vaccinazione antirabbica successiva, così come eventuali trattamenti sanitari obbligatori o modifiche dei dati identificativi, deve essere registrata da un medico veterinario autorizzato. Un passaporto con vaccinazioni scadute o informazioni incomplete può perdere la propria validità ai fini dell'espatrio, anche se materialmente il documento continua a essere in possesso del proprietario. Prima di ogni viaggio è quindi opportuno verificare attentamente che tutte le annotazioni siano aggiornate e perfettamente leggibili.
È inoltre importante ricordare che il Passaporto Europeo per Animali da Compagnia è pensato principalmente per i movimenti non commerciali all'interno dell'Unione Europea e verso alcuni Paesi che applicano norme equivalenti. Quando la destinazione si trova al di fuori di questo ambito, possono entrare in vigore regole completamente differenti. Alcuni Stati richiedono certificati sanitari internazionali rilasciati poco prima della partenza, autorizzazioni preventive all'importazione o ulteriori controlli veterinari all'arrivo. In alcuni casi sono previsti anche limiti sul numero di animali trasportabili o specifiche condizioni per il loro ingresso. Informarsi esclusivamente attraverso fonti ufficiali, come le autorità veterinarie del Paese di destinazione o i servizi veterinari pubblici italiani, rappresenta il modo più sicuro per evitare inconvenienti.
Preparare con attenzione tutta la documentazione non significa soltanto rispettare un obbligo amministrativo, ma anche viaggiare con maggiore tranquillità. Sapere che il proprio cane è correttamente identificato, protetto contro la rabbia e in possesso di tutti i documenti richiesti permette di affrontare il viaggio senza il timore di spiacevoli sorprese ai controlli di frontiera. Un po' di organizzazione, qualche verifica effettuata con il giusto anticipo e il supporto del proprio medico veterinario sono sufficienti per trasformare ogni vacanza all'estero in un'esperienza serena, sicura e ricca di nuovi ricordi da condividere con il proprio più fedele compagno di viaggio.
