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La Pica

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Pubblicato in Consigli utili · Venerdì 24 Nov 2023 · Tempo di lettura 8 minuti
Tags: cane, La, Pica, Disturbo, Chiamato, Pica, Significa, Affrontarlo, Amore
Vedere un cane raccogliere un bastoncino durante una passeggiata, mordicchiare una pigna o giocare con una foglia è un comportamento del tutto normale. I cani esplorano il mondo soprattutto attraverso l'olfatto e la bocca, e manipolare gli oggetti fa parte del loro naturale repertorio comportamentale. La situazione è molto diversa quando il cane non si limita a masticare, ma ingerisce abitualmente materiali privi di qualsiasi valore alimentare come pietre, plastica, carta, tessuti, legno, terra, gomma o altri oggetti presenti nell'ambiente. Questo comportamento prende il nome di pica ed è un disturbo che non deve essere sottovalutato, poiché può rappresentare un serio rischio per la salute dell'animale e richiede sempre un'attenta valutazione delle cause che lo hanno provocato.

La pica è definita come l'ingestione persistente di sostanze non commestibili e non nutritive. Non si tratta di un semplice episodio occasionale, che può capitare a qualsiasi cane mosso dalla curiosità, ma di un comportamento ripetitivo che tende a presentarsi con una certa frequenza. Oltre a essere anomalo dal punto di vista comportamentale, questo disturbo può provocare conseguenze molto gravi. Gli oggetti ingeriti possono infatti causare soffocamento, lesioni alla bocca e all'esofago, perforazioni del tratto gastrointestinale, occlusioni intestinali e intossicazioni. Nei casi più seri è necessario ricorrere a un intervento chirurgico d'urgenza per rimuovere il corpo estraneo e salvare la vita del cane.

Le cause della pica sono numerose e spesso multifattoriali. Per questo motivo non esiste una soluzione valida per tutti i casi. Il primo passo consiste sempre nell'individuare il motivo che spinge il cane a ingerire materiali che non fanno parte della sua normale alimentazione. Solo comprendendo l'origine del problema è possibile impostare un trattamento realmente efficace.

Tra le possibili cause figurano diverse condizioni mediche. Alcune patologie dell'apparato digerente possono alterare il normale comportamento alimentare, inducendo il cane a ingerire materiali insoliti. Infiammazioni croniche dello stomaco o dell'intestino, sindromi da malassorbimento, parassitosi intestinali e altre malattie gastrointestinali possono modificare la percezione della fame o provocare sensazioni di disagio che il cane tenta inconsapevolmente di alleviare attraverso l'ingestione di oggetti.

Anche alcune malattie endocrine e metaboliche possono influenzare il comportamento alimentare. Patologie come il diabete mellito, l'iperadrenocorticismo (sindrome di Cushing) o altre alterazioni ormonali possono determinare un aumento anomalo dell'appetito, noto come polifagia, portando alcuni soggetti a ingerire materiali che normalmente ignorerebbero. Sebbene la pica non rappresenti il sintomo principale di queste malattie, può comparire come conseguenza indiretta delle modificazioni del metabolismo e della regolazione della fame.

In alcuni casi si ipotizza anche il coinvolgimento di carenze nutrizionali. Una dieta non bilanciata o formulata in modo inadeguato potrebbe teoricamente favorire la ricerca di sostanze alternative, anche se nelle diete commerciali complete e correttamente formulate questa eventualità è relativamente rara. Rimane comunque fondamentale assicurare al cane un'alimentazione completa, equilibrata e adatta alla sua età, alla taglia, al livello di attività fisica e alle eventuali condizioni cliniche.

Accanto alle cause mediche, quelle comportamentali rappresentano uno dei motivi più frequenti della pica. Il cane è un animale estremamente intelligente e curioso, che necessita ogni giorno di adeguati stimoli fisici e mentali. Quando questi vengono a mancare, possono comparire comportamenti ripetitivi o compulsivi, tra cui proprio l'ingestione di oggetti.

La noia è spesso uno dei principali fattori predisponenti. Un cane che trascorre molte ore da solo senza possibilità di esplorare, giocare o utilizzare le proprie capacità cognitive può iniziare a manipolare e successivamente ingerire materiali presenti nell'ambiente domestico. Calzini, fazzoletti, carta, plastica, legno o piccoli oggetti diventano così una forma di intrattenimento capace di occupare il tempo e soddisfare almeno in parte il bisogno di attività.

Anche lo stress e l'ansia possono svolgere un ruolo importante. Traslochi, cambiamenti nella routine familiare, arrivo di un nuovo animale o di un bambino, lunghi periodi di solitudine e altre situazioni emotivamente impegnative possono favorire la comparsa di comportamenti compulsivi. In questi casi la pica rappresenta una sorta di strategia di autoregolazione emotiva, attraverso la quale il cane tenta di ridurre il proprio stato di tensione. Analogamente a quanto accade negli esseri umani con alcune forme di comportamento compulsivo, l'atto di masticare o ingerire oggetti può produrre un temporaneo effetto calmante che porta l'animale a ripeterlo sempre più frequentemente.

L'ansia da separazione costituisce un'altra possibile causa. Alcuni cani iniziano a distruggere e ingerire oggetti esclusivamente quando rimangono soli in casa. Il comportamento è spesso accompagnato da altri segnali come vocalizzazioni persistenti, eliminazioni inappropriate, irrequietezza o tentativi di fuga. In queste situazioni la pica rappresenta soltanto uno degli aspetti di un quadro comportamentale più complesso che richiede una valutazione specialistica.

Anche i cuccioli meritano una considerazione particolare. Durante la crescita esplorare il mondo con la bocca è assolutamente normale. Nei primi mesi di vita, inoltre, il cambio della dentizione aumenta il bisogno di mordere oggetti di consistenza diversa. Questo comportamento, tuttavia, dovrebbe progressivamente diminuire con l'età. Se il cucciolo inizia a ingerire sistematicamente materiali non commestibili oppure il comportamento persiste anche nell'età adulta, è opportuno approfondire la situazione.

Qualunque sia la causa, il primo passo deve sempre essere una visita veterinaria. Il medico veterinario raccoglierà informazioni dettagliate sulla storia clinica del cane, valuterà il tipo di materiali ingeriti, la frequenza degli episodi e l'eventuale presenza di altri sintomi. A seconda dei casi potranno essere consigliati esami del sangue, analisi delle feci, esami diagnostici per immagini come radiografie o ecografie e ulteriori approfondimenti per escludere patologie organiche.

Se l'origine della pica è comportamentale, il trattamento si basa principalmente sull'arricchimento ambientale. Un cane mentalmente e fisicamente appagato ha molte meno probabilità di sviluppare comportamenti compulsivi. Passeggiate quotidiane più lunghe, esplorazioni in ambienti diversi, attività olfattive, giochi di ricerca, esercizi di problem solving e momenti di interazione con il proprietario contribuiscono a soddisfare i bisogni naturali della specie e riducono significativamente il rischio di comportamenti indesiderati.

Anche la masticazione rappresenta un bisogno naturale che non dovrebbe essere sottovalutato. Mettere a disposizione giochi da masticare sicuri, prodotti specificamente progettati per i cani e materiali resistenti permette all'animale di soddisfare questa esigenza senza correre rischi. I giochi in gomma naturale riempibili con parte della razione quotidiana, i masticativi naturali idonei e altri strumenti di arricchimento ambientale possono rappresentare valide alternative agli oggetti presenti in casa.

La prevenzione è altrettanto importante. Nell'ambiente domestico è consigliabile tenere fuori dalla portata del cane tutti gli oggetti che potrebbero essere ingeriti accidentalmente, come calzini, biancheria, piccoli giocattoli, elastici, sacchetti di plastica, corde, batterie, telecomandi o altri materiali potenzialmente pericolosi. Durante le passeggiate è invece fondamentale prestare attenzione a ciò che il cane raccoglie da terra, soprattutto se ha già manifestato episodi di pica in passato.

L'educazione può offrire un aiuto prezioso. Insegnare al cane esercizi come il "lascia" o il "porta" utilizzando il rinforzo positivo consente di interrompere in sicurezza molti tentativi di raccolta di oggetti pericolosi. Questi comportamenti devono essere insegnati gradualmente, premiando il cane quando lascia spontaneamente l'oggetto o quando sceglie di ignorarlo. Al contrario, sottrarre bruscamente ciò che ha in bocca o punirlo può aumentare l'ansia e indurlo a ingoiare rapidamente l'oggetto per evitare che venga tolto.

È fondamentale evitare qualsiasi forma di punizione. La pica non rappresenta un gesto di dispetto né una forma di sfida nei confronti del proprietario. Si tratta di un comportamento che nasce quasi sempre da una causa medica o da un disagio emotivo. Rimproverare il cane o utilizzare metodi coercitivi non elimina il problema e rischia anzi di peggiorare lo stato di stress, aumentando la frequenza del comportamento.

Nei casi più persistenti o complessi può essere necessario l'intervento di un medico veterinario esperto in comportamento animale oppure di un educatore cinofilo qualificato che lavori con metodi basati sul benessere dell'animale. Attraverso una valutazione approfondita sarà possibile individuare le motivazioni specifiche della pica e costruire un programma personalizzato di gestione e modificazione comportamentale.

La pica è un disturbo che non dovrebbe mai essere considerato una semplice curiosità o un'abitudine innocua. Dietro l'ingestione di oggetti non commestibili possono nascondersi problemi di salute, condizioni emotive complesse o importanti carenze nella gestione quotidiana del cane. Intervenire precocemente significa non solo prevenire complicazioni potenzialmente molto gravi, ma anche migliorare il benessere fisico e psicologico dell'animale. Con una diagnosi accurata, un ambiente ricco di stimoli, una corretta alimentazione e il supporto di professionisti qualificati, nella maggior parte dei casi è possibile ridurre significativamente o eliminare questo comportamento, permettendo al cane di vivere una vita più sicura, serena e in equilibrio con le proprie esigenze naturali.



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