I cani ridono?
Pubblicato in Il linguaggio · Venerdì 08 Mar 2024 · 8 minuti
Tags: cane, cani, ridono, comportamento, gioioso, amici, fedeli
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Chi vive con un cane lo ha osservato almeno una volta. Durante una corsa sfrenata al parco, una sessione di gioco particolarmente coinvolgente o il ricongiungimento con il proprio proprietario dopo qualche ora di assenza, il cane sembra emettere un suono molto particolare, accompagnato da un'espressione rilassata e da movimenti pieni di entusiasmo. A molti questo comportamento ricorda una vera e propria risata. Ma si tratta soltanto di un'interpretazione umana oppure i cani sono davvero capaci di ridere? La risposta è più affascinante di quanto possa sembrare. Sebbene i cani non ridano nel senso in cui ridono gli esseri umani, possiedono numerosi modi per esprimere emozioni positive e alcuni di questi sono stati oggetto di importanti studi scientifici. Comprendere il loro linguaggio significa non soltanto soddisfare una curiosità, ma imparare a conoscere meglio il mondo emotivo di uno degli animali che più strettamente hanno condiviso la propria evoluzione con la nostra specie.
La risata umana è un comportamento estremamente complesso. Coinvolge il linguaggio, il cervello, le emozioni e la socialità ed è strettamente legata alla nostra capacità di comprendere l'umorismo, l'ironia e le situazioni divertenti. Nei cani questo tipo di elaborazione cognitiva non esiste nelle stesse forme. Ciò non significa, però, che non provino gioia, entusiasmo o divertimento. Al contrario, numerose ricerche hanno dimostrato che i cani sperimentano un ampio repertorio di emozioni, tra cui piacere, curiosità, eccitazione, paura, frustrazione e attaccamento sociale. Semplicemente le esprimono attraverso un sistema di comunicazione differente, nel quale il linguaggio del corpo, le vocalizzazioni e i comportamenti hanno un ruolo molto più importante delle espressioni facciali tipiche dell'essere umano.
Gran parte della comunicazione canina avviene infatti attraverso segnali corporei estremamente raffinati. La posizione della coda, delle orecchie, la distribuzione del peso del corpo, la direzione dello sguardo, il movimento del muso e perfino la velocità dei movimenti raccontano continuamente lo stato emotivo dell'animale. Un cane rilassato presenta generalmente una postura sciolta, muscoli distesi, coda che oscilla con movimenti ampi e fluidi, bocca leggermente aperta e occhi morbidi, privi di tensione. Al contrario, un cane impaurito o stressato mostra rigidità muscolare, coda abbassata, pupille dilatate e movimenti molto più controllati. Imparare a leggere questi segnali permette di comprendere molto meglio le emozioni del cane rispetto a qualsiasi vocalizzazione isolata.
Tra i comportamenti che hanno maggiormente attirato l'attenzione degli studiosi vi è una particolare forma di ansimare che compare durante il gioco. Gli etologi lo definiscono play pant, letteralmente "ansimare del gioco". Si tratta di una respirazione ritmica, prodotta a bocca aperta, caratterizzata da un suono soffice e regolare, diverso sia dall'ansimare dovuto al caldo sia da quello provocato da uno sforzo fisico intenso. Questo particolare suono compare frequentemente durante le interazioni ludiche tra cani e sembra avere una precisa funzione comunicativa: segnalare che il comportamento in corso è un gioco e non rappresenta una minaccia. In altre parole, il cane sta comunicando ai propri compagni: "Quello che sto facendo è divertimento, non aggressività". È proprio questa vocalizzazione che molte persone interpretano come una sorta di risata.
Uno dei principali studiosi di questo fenomeno è stato l'etologo statunitense Patricia Simonet, che ha dedicato diversi anni all'analisi delle vocalizzazioni canine durante il gioco. Attraverso registrazioni e analisi acustiche, Simonet osservò che il play pant possedeva caratteristiche differenti rispetto al normale ansimare e ipotizzò che potesse rappresentare una forma di comunicazione sociale legata alle emozioni positive. Successivamente, alcune registrazioni di questi suoni vennero riprodotte all'interno di rifugi per cani, osservando in diversi soggetti una riduzione di alcuni segnali di stress e un aumento dei comportamenti rilassati. Sebbene questi risultati richiedano ulteriori conferme scientifiche e non siano sufficienti per affermare che i cani "ridano" nel senso umano del termine, rappresentano un'interessante dimostrazione del fatto che le vocalizzazioni associate al gioco possano avere un valore emotivo anche per gli altri individui.
Il gioco, del resto, costituisce uno degli strumenti più importanti attraverso cui i cani esprimono il proprio benessere. Quando un cane invita un compagno o una persona a giocare assume una postura molto caratteristica chiamata inchino di gioco, nella quale abbassa la parte anteriore del corpo mantenendo il posteriore sollevato e la coda in continuo movimento. Questo comportamento rappresenta un segnale universale che comunica chiaramente l'intenzione pacifica dell'animale. Durante il gioco possono comparire corse improvvise, cambi di direzione, piccoli inseguimenti, finte lotte e vocalizzazioni leggere, tutte accompagnate da una gestualità rilassata che permette ai partecipanti di distinguere facilmente il gioco da un vero conflitto.
Naturalmente non tutti i cani manifestano la gioia nello stesso modo. Il carattere individuale, l'età, la razza e le esperienze vissute influenzano profondamente il modo in cui ogni soggetto esprime le proprie emozioni. Alcuni cani sono estremamente espansivi e manifestano entusiasmo con salti, corse, vocalizzi e scodinzolii energici. Altri, invece, mostrano una felicità più discreta attraverso un leggero movimento della coda, un contatto fisico delicato o semplicemente cercando la vicinanza del proprietario. Non esiste un modo corretto o sbagliato di essere felici: ogni cane sviluppa nel tempo un proprio repertorio comunicativo che riflette la sua personalità.
Uno degli aspetti più sorprendenti riguarda la straordinaria capacità dei cani di interpretare le emozioni umane. Numerosi studi hanno dimostrato che sono in grado di distinguere diverse espressioni del volto, riconoscere il tono emotivo della voce e persino integrare contemporaneamente informazioni visive e uditive per comprendere il nostro stato d'animo. Quando ci vedono sorridere, parlare con tono allegro o assumere una postura rilassata, tendono molto spesso a rispondere con comportamenti positivi, aumentando il contatto sociale e la disponibilità al gioco. Questa sensibilità è il risultato di migliaia di anni di domesticazione, durante i quali uomo e cane hanno sviluppato una forma di comunicazione interspecifica unica nel regno animale.
Anche il momento del ricongiungimento dopo un periodo di separazione rappresenta una delle manifestazioni più evidenti della gioia canina. Molti proprietari riconoscono immediatamente quel particolare insieme di comportamenti fatto di scodinzolii vigorosi, movimenti frenetici, piccoli vocalizzi, corse avanti e indietro e tentativi di stabilire un intenso contatto fisico. In alcuni soggetti compare anche quella particolare espressione rilassata del muso che molte persone descrivono come un sorriso. Sebbene sia importante evitare di attribuire ai cani emozioni esclusivamente umane, è ormai ampiamente riconosciuto che questi comportamenti riflettano uno stato emotivo fortemente positivo e il piacere derivante dal ricongiungimento con una figura di riferimento.
Le neuroscienze hanno inoltre contribuito a comprendere meglio queste manifestazioni. Durante le interazioni positive con il proprietario, nel cervello del cane vengono rilasciate sostanze come dopamina e ossitocina, coinvolte rispettivamente nei meccanismi della gratificazione e nella costruzione del legame sociale. L'ossitocina, spesso definita "ormone dell'attaccamento", aumenta sia nel cane sia nell'essere umano durante gli sguardi reciproci, le carezze e le interazioni affettuose, rafforzando ulteriormente la relazione tra le due specie. Questo spiega perché condividere momenti di gioco, passeggiate e coccole non sia soltanto piacevole, ma contribuisca realmente al benessere emotivo di entrambi.
Un errore frequente consiste nell'interpretare ogni ansimare come un segno di felicità. In realtà il cane può ansimare per molte ragioni diverse: per dissipare il calore corporeo, dopo un intenso esercizio fisico, in presenza di dolore, stress, paura o eccitazione. Per distinguere il play pant dagli altri tipi di ansimare è necessario osservare sempre il contesto e l'insieme del linguaggio corporeo. Se il cane gioca con movimenti rilassati, invita continuamente all'interazione, mantiene una postura morbida e mostra segnali di benessere, è molto probabile che quell'ansimare rappresenti proprio una manifestazione di divertimento. Se invece il corpo è rigido, la coda è abbassata o il cane cerca di allontanarsi, l'ansimare potrebbe indicare una condizione completamente diversa.
Possiamo quindi affermare che i cani non ridono nel significato umano del termine, perché il loro modo di comunicare le emozioni segue regole differenti dalle nostre. Tuttavia possiedono un ricchissimo repertorio di segnali che esprimono gioia, entusiasmo, sicurezza e desiderio di condividere momenti piacevoli con altri cani e con le persone alle quali sono legati. Quel particolare ansimare durante il gioco, gli occhi rilassati, il corpo sciolto, la coda che oscilla senza tensione e il celebre inchino rappresentano il loro modo di dire che stanno bene e che si stanno divertendo.
In fondo, forse, non è così importante stabilire se un cane rida davvero. Ciò che conta è riconoscere che prova emozioni autentiche e che sa comunicarle con straordinaria efficacia a chi è disposto ad ascoltare il suo linguaggio. Ogni volta che ci invita a giocare, ci accoglie con entusiasmo dopo una giornata di assenza o corre felice al nostro fianco durante una passeggiata, ci ricorda una verità semplice ma preziosa: la felicità non ha bisogno delle parole, e nemmeno di una risata identica alla nostra, per essere perfettamente compresa.
