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Filo o nastro ingerito

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Filo o nastro ingerito

Filo o nastro ingerito

ZAMPE SENZA FRONTIERE
Pubblicato in Consigli utili Gatti · Venerdì 17 Feb 2023 · Tempo di lettura 6 minuti
Tags: gatto, Filo, nastro, ingerito, intestinale, emergenza, veterinaria, intervento, tempestivo
I fili da cucito, i nastri regalo, lo spago da cucina, i lacci delle scarpe, il filo interdentale e persino le decorazioni natalizie esercitano un'attrazione quasi irresistibile su molti gatti. Il loro movimento sinuoso stimola l'istinto predatorio del felino, che può rincorrerli, afferrarli con le zampe e infine ingerirli accidentalmente durante il gioco. Sebbene possano sembrare oggetti innocui, questi materiali rappresentano una delle più pericolose emergenze gastrointestinali nella specie felina. I cosiddetti corpi estranei lineari possono infatti provocare gravi lesioni intestinali e richiedere un intervento chirurgico urgente. In queste situazioni esiste una regola fondamentale che ogni proprietario dovrebbe conoscere: se un filo o un nastro fuoriescono dalla bocca o dall'ano del gatto, non bisogna mai cercare di tirarli.

I corpi estranei lineari si comportano in modo molto diverso rispetto agli altri oggetti ingeriti. Un piccolo giocattolo o una pallina possono talvolta attraversare il tubo digerente senza causare danni, mentre un filo tende a comportarsi come una corda tesa all'interno dell'intestino. Spesso un'estremità rimane bloccata sotto la lingua, nello stomaco o nel piloro, mentre il resto del materiale prosegue lungo l'intestino grazie ai normali movimenti peristaltici. Poiché il filo non può avanzare liberamente, le anse intestinali iniziano a raccogliersi su se stesse come una fisarmonica, esercitando una trazione continua sulla parete intestinale. Questo meccanismo può provocare ulcerazioni, perforazioni, peritonite e gravi infezioni della cavità addominale.

L'ingestione può avvenire in modo evidente oppure passare completamente inosservata. Alcuni proprietari vedono il gatto giocare con un gomitolo di lana o con un nastro e accorgersi dell'incidente è immediato. In altri casi, invece, il problema viene scoperto soltanto quando compaiono i primi sintomi oppure quando una parte del filo sporge dalla bocca o dall'ano dell'animale. È quindi importante ricordare che l'assenza di un episodio osservato direttamente non esclude affatto questa possibilità, soprattutto nei gatti giovani, curiosi e particolarmente attratti dagli oggetti filiformi.

I sintomi iniziali possono essere piuttosto aspecifici. Il gatto può smettere improvvisamente di mangiare, vomitare ripetutamente, apparire abbattuto o cercare di nascondersi. Alcuni soggetti mostrano salivazione abbondante, difficoltà nella deglutizione se il filo è ancora ancorato nella cavità orale oppure tentativi continui di vomitare senza riuscirci. Con il progredire dell'ostruzione intestinale possono comparire dolore addominale, disidratazione, diarrea o completa assenza di emissione di feci. Se l'intestino si perfora, la situazione evolve rapidamente verso una grave peritonite con febbre, shock e rischio concreto per la sopravvivenza del gatto.

Quando si sospetta che il gatto abbia ingerito un filo o un nastro, il primo passo consiste nel mantenere la calma e impedire che continui a giocare o a ingerire altro materiale. Se il filo è ancora completamente all'interno della bocca e può essere visto solo parzialmente, non bisogna cercare di estrarlo. Ancora più importante, se una parte del filo fuoriesce dalla bocca, dal retto oppure è visibile sotto la lingua, non deve essere tirata in alcun modo. Questo gesto apparentemente logico può trasformare una lesione limitata in una perforazione intestinale estesa, provocando danni gravissimi ai tessuti già sottoposti a tensione.

La ragione di questa precauzione è puramente meccanica. Se il filo è rimasto ancorato in un punto del tratto gastrointestinale, esercitare una trazione dall'esterno significa trasferire direttamente quella forza sulle delicate pareti dell'intestino. Le anse intestinali, già ripiegate e tese, possono essere letteralmente "tagliate" dal filo, che agisce come una lama sottile sotto l'effetto della trazione. Anche una leggera resistenza percepita durante il tentativo di estrazione rappresenta un segnale che il materiale potrebbe essere bloccato internamente. Per questo motivo la rimozione deve essere effettuata esclusivamente dal veterinario, dopo aver individuato con precisione la posizione del corpo estraneo.

Nel frattempo è opportuno evitare anche altri errori molto comuni. Non bisogna somministrare lassativi, olio, latte, pane, alimenti voluminosi o altri rimedi casalinghi nella speranza di facilitare l'espulsione del filo. Questi tentativi non solo risultano inefficaci, ma possono aumentare la motilità intestinale e peggiorare la trazione sul corpo estraneo lineare. È altrettanto sconsigliato provocare il vomito senza una precisa indicazione veterinaria, poiché il materiale potrebbe lesionare ulteriormente l'esofago durante la risalita oppure determinare complicazioni respiratorie. Anche la somministrazione autonoma di farmaci antidolorifici o antispastici deve essere evitata.

Una volta arrivato in clinica, il veterinario eseguirà un accurato esame clinico, prestando particolare attenzione alla cavità orale, dove il filo può essere frequentemente trovato avvolto attorno alla base della lingua. A seconda del caso potranno essere eseguite radiografie, ecografia addominale o altri esami diagnostici per valutare la presenza di ostruzioni intestinali e le eventuali complicazioni. Non tutti i fili sono direttamente visibili ai raggi X, motivo per cui l'ecografia rappresenta spesso uno strumento estremamente utile. Nei casi più semplici il corpo estraneo può essere rimosso mediante endoscopia se è ancora localizzato nello stomaco, evitando così un intervento chirurgico più invasivo.

Quando il filo ha già raggiunto l'intestino o ha provocato una perforazione, nella maggior parte dei casi è necessario ricorrere alla chirurgia. Durante l'intervento il veterinario individua il tratto coinvolto, rimuove il corpo estraneo e valuta attentamente la vitalità dell'intestino. Se alcune porzioni risultano gravemente danneggiate o necrotiche, può essere indispensabile asportarle e ricongiungere le estremità sane mediante un'anastomosi intestinale. Dopo l'intervento il gatto viene generalmente ricoverato per ricevere fluidoterapia, analgesia, antibiotici quando indicati e un attento monitoraggio della ripresa della funzione intestinale. La prognosi dipende soprattutto dalla rapidità della diagnosi e dall'eventuale presenza di perforazioni o peritonite.

La prevenzione rappresenta il metodo più efficace per evitare queste situazioni. Fili da cucito, aghi infilati con il filo, gomitoli di lana, spaghi, nastri decorativi, filo interdentale, elastici, cordoncini e giocattoli con parti facilmente ingeribili dovrebbero essere sempre conservati in contenitori chiusi e mai lasciati a disposizione del gatto. Particolare attenzione deve essere prestata durante le festività natalizie, quando nastri e decorazioni diventano molto più presenti nelle abitazioni. Anche durante il gioco è preferibile utilizzare soltanto giochi progettati specificamente per i gatti e sorvegliare sempre quelli che contengono elementi filiformi.

L'ingestione di un filo o di un nastro non deve mai essere considerata un incidente banale. Dietro un oggetto apparentemente innocuo può nascondersi una delle più gravi emergenze chirurgiche della medicina felina. Riconoscere tempestivamente il problema, evitare assolutamente di tirare il materiale visibile e raggiungere rapidamente una struttura veterinaria rappresentano le azioni più importanti per proteggere la salute del gatto. Un intervento precoce aumenta notevolmente le probabilità di una completa guarigione e riduce il rischio di complicazioni potenzialmente fatali, confermando ancora una volta che, in presenza di un corpo estraneo lineare, la scelta migliore è non improvvisare mai e affidarsi immediatamente alle cure del veterinario.



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