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Demodicosi felina

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Demodicosi felina

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Pubblicato in La salute Gatti · Sabato 11 Mar 2023 · Tempo di lettura 7 minuti
Tags: gatto, Demodicosi, felina, Demodex, cati, Demodex, gatoi, diagnosi, prurito, trattamento, antiparassitario
La demodicosi felina è una dermatopatia parassitaria relativamente rara che, negli ultimi anni, ha assunto crescente interesse grazie al riconoscimento di due differenti specie di acari responsabili di quadri clinici profondamente diversi: Demodex cati e Demodex gatoi. Per lungo tempo si è ritenuto che la demodicosi del gatto fosse una condizione eccezionale, osservata quasi esclusivamente in soggetti gravemente immunocompromessi. Le moderne tecniche diagnostiche e una maggiore conoscenza della biologia di questi parassiti hanno invece dimostrato che le due specie presentano caratteristiche epidemiologiche, modalità di trasmissione, comportamento biologico e approcci terapeutici differenti. Distinguere correttamente quale specie sia coinvolta rappresenta oggi un passaggio fondamentale per impostare un trattamento efficace e formulare una prognosi attendibile.

Gli acari del genere Demodex appartengono alla famiglia Demodecidae e sono ectoparassiti altamente adattati ai mammiferi. Presentano un corpo allungato, vermiforme, costituito da un corto gnatosoma, quattro paia di zampe tozze e un addome allungato e trasparente. Vivono a stretto contatto con le strutture cutanee e completano l'intero ciclo biologico sull'ospite, attraversando gli stadi di uovo, larva, protoninfa, ninfa e adulto. A differenza di altri acari responsabili della rogna, i Demodex non sopravvivono a lungo nell'ambiente esterno, poiché dipendono strettamente dalle condizioni microclimatiche offerte dalla cute del loro ospite. Questa caratteristica influenza profondamente la modalità di trasmissione e il controllo della malattia.

Demodex cati rappresenta la specie tradizionalmente associata alla demodicosi felina. Vive in profondità all'interno dei follicoli piliferi e delle ghiandole sebacee, analogamente a quanto avviene con Demodex canis nel cane. In molti gatti può essere presente in numero estremamente ridotto senza provocare alcuna manifestazione clinica, comportandosi come un commensale opportunista. La malattia compare generalmente quando il sistema immunitario perde la capacità di controllarne la proliferazione. Per questo motivo la demodicosi da Demodex cati è frequentemente associata a patologie immunosoppressive quali il virus dell'immunodeficienza felina (FIV), il virus della leucemia felina (FeLV), il diabete mellito, l'iperadrenocorticismo, neoplasie, terapie immunosoppressive o altre malattie croniche debilitanti.

Demodex gatoi presenta invece caratteristiche biologiche completamente differenti. Questo acaro possiede un corpo più corto e tozzo rispetto a Demodex cati e vive superficialmente nello strato corneo dell'epidermide anziché nei follicoli piliferi. A differenza della specie follicolare, Demodex gatoi è considerato altamente contagioso e può trasmettersi facilmente per contatto diretto tra gatti conviventi. L'infestazione interessa frequentemente animali perfettamente sani dal punto di vista immunologico e può determinare veri e propri focolai in allevamenti, rifugi e abitazioni con numerosi gatti. Questa differenza epidemiologica costituisce uno degli elementi più importanti per distinguere le due forme di demodicosi.

Le manifestazioni cliniche riflettono le diverse sedi di localizzazione degli acari. La demodicosi da Demodex cati provoca generalmente alopecia localizzata, desquamazione, croste, follicolite e talvolta noduli cutanei, con interessamento frequente della testa, del collo e delle regioni perioculari. Il prurito è spesso assente o modesto e dipende principalmente dalla presenza di infezioni batteriche secondarie. Al contrario, Demodex gatoi induce frequentemente un prurito molto intenso, spesso sproporzionato rispetto alle lesioni visibili. Il gatto si gratta continuamente, si lecca in modo compulsivo e sviluppa alopecia autoindotta, escoriazioni, dermatite miliare e croste diffuse. In molti casi le lesioni sono il risultato dell'autotraumatismo più che dell'azione diretta dell'acaro.

La risposta immunitaria dell'ospite rappresenta un ulteriore elemento distintivo. Nel caso di Demodex cati, l'infestazione clinicamente significativa è quasi sempre il segnale di una compromissione immunitaria sottostante. La diagnosi della demodicosi impone quindi un approfondimento volto a identificare eventuali malattie sistemiche predisponenti. Con Demodex gatoi, invece, il prurito deriva prevalentemente da una reazione di ipersensibilità nei confronti degli antigeni dell'acaro e può manifestarsi anche in soggetti giovani e completamente sani. È inoltre frequente osservare gatti conviventi infestati ma completamente asintomatici, che rappresentano una fonte continua di reinfestazione per gli altri animali del gruppo.

La diagnosi richiede tecniche differenti in funzione della specie sospettata. Poiché Demodex cati vive nei follicoli piliferi, il metodo di elezione è il raschiato cutaneo profondo, eseguito fino a provocare un lieve sanguinamento capillare. Gli acari risultano generalmente facilmente identificabili all'esame microscopico. Nel caso di Demodex gatoi, invece, la localizzazione superficiale rende più utili il nastro adesivo trasparente, i raschiati superficiali e la flottazione fecale, poiché numerosi acari vengono ingeriti durante il grooming e successivamente eliminati con le feci. Tuttavia, la sensibilità diagnostica rimane limitata: molti gatti infestati possono risultare negativi a causa dell'intensa attività di pulizia del mantello. In presenza di un forte sospetto clinico è quindi spesso indicato effettuare un trattamento terapeutico di prova anche in assenza di conferma microscopica.

La diagnosi differenziale comprende numerose altre dermatopatie pruriginose del gatto. Dermatite allergica da pulci, dermatite atopica felina, allergia alimentare, dermatofitosi, infestazioni da Cheyletiella, rogna notoedrica e dermatiti eosinofiliche possono presentare manifestazioni cliniche sovrapponibili. Nei gatti con demodicosi da Demodex cati è inoltre indispensabile eseguire indagini per individuare eventuali malattie sistemiche predisponenti, comprendenti test per FIV e FeLV, emocromo, profilo biochimico, analisi delle urine ed eventuali approfondimenti endocrinologici o oncologici quando indicati dal quadro clinico.

Il trattamento dipende dalla specie coinvolta e dalle condizioni del paziente. Oggi numerosi antiparassitari appartenenti alla classe delle isossazoline hanno dimostrato un'elevata efficacia nei confronti di entrambe le specie, rappresentando una delle principali innovazioni nella terapia della demodicosi felina. In presenza di Demodex gatoi è fondamentale trattare contemporaneamente tutti i gatti conviventi, indipendentemente dalla presenza di sintomi, per interrompere la trasmissione dell'acaro. Nei casi causati da Demodex cati, invece, il successo terapeutico dipende strettamente anche dal controllo della malattia sistemica sottostante. Possono inoltre essere necessari antibiotici per il trattamento delle infezioni batteriche secondarie e farmaci destinati a controllare il prurito nelle forme più sintomatiche.

La prognosi varia sensibilmente tra le due forme. La demodicosi da Demodex gatoi presenta generalmente una prognosi favorevole quando tutti gli animali conviventi vengono trattati correttamente e vengono adottate adeguate misure igieniche. Le recidive sono spesso riconducibili alla mancata identificazione di portatori asintomatici. La prognosi della demodicosi da Demodex cati dipende invece principalmente dalla possibilità di diagnosticare e controllare la patologia predisponente. Nei gatti immunocompetenti che sviluppano forme localizzate la risposta alla terapia è generalmente buona, mentre nei pazienti affetti da gravi malattie croniche possono verificarsi recidive o una risposta terapeutica meno soddisfacente.

La demodicosi felina rappresenta un esempio significativo di come due specie appartenenti allo stesso genere possano determinare malattie profondamente diverse. Demodex cati è essenzialmente un opportunista associato a condizioni di immunodepressione e a un'infestazione follicolare poco contagiosa, mentre Demodex gatoi è un parassita superficiale altamente trasmissibile, responsabile di dermatiti intensamente pruriginose anche in gatti perfettamente sani. La distinzione tra queste due forme non costituisce soltanto un esercizio diagnostico, ma influenza direttamente le strategie terapeutiche, le misure di controllo epidemiologico e la prognosi. Grazie ai progressi della dermatologia veterinaria e alla disponibilità di nuovi antiparassitari, oggi è possibile ottenere elevati tassi di guarigione, purché la diagnosi sia precoce e il protocollo terapeutico venga adattato alle caratteristiche biologiche della specie coinvolta.



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